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Luigi Di Leo

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Tecnico Cuccioli
Educatore Cinofilo
Istruttore in riabilitazione
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Bari, BA, Italia

VALUTAZIONE

5/5

(1)

CHI SONO

Ho iniziato a lavorare in questo ambito nel 1991, svolgo l’attività di educatore ed istruttore a Bari e parte della provincia, anche con lezioni a domicilio, risiedo con la mia famiglia a Sannicandro di Bari, in campagna, dove ho anche il campo per la mia attività.
In questi anni ho avuto l’opportunità di imparare e lavorare in vari ambiti, mobility, attività e terapie assistite con animali,zooantropologia didattica,classi di socializzazione,classi per cuccioli, prevenzione e strategie nella lotta al randagismo.
Tra le attività praticate anche quella di allevatore della razza Cane corso italiano, (avventura iniziata anni prima con il recupero di questa splendida razza) e che mi ha coinvolto per più di quindici anni.
Nella seconda metà degli anni ’90 ho iniziato ad interrogarmi sul significato della parola cinofilia e di quanto questo fosse troppo spesso distante dalla realtà che si viveva sui campi di addestramento e nel rapporto con il cane, mettendo in discussione quanto sino ad allora avevo appreso e praticato . Una lunga serie di trasformazioni e conoscenze differenti si sono avvicendate grazie alla frequentazione con colleghi e altri esperti, inizio la mia collaborazione in Thinkdog come tutor degli allievi e docente nel 2008, anche se già precedentemente avevamo collaborato con Angelo Vaira in altri ambiti. Svolgo quotidianamente l’attività di educatore e istruttore con lezioni e percorsi individuali e collettivi, organizzo eventi come passeggiate e classi dedicate ai cuccioli e agli adulti.

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RECENSIONI

sonia ha scritto
5/5

Luigi Di Leo è un maestro di quelli che detestano sentirsi dare del maestro. Non solo per socratico pudore intellettuale, ma anche per una attitudine alla curiosità, alla osservazione, sempre accesa. Idem per la cinofilia, mai esibita, men che meno ostentata. È a lui che io e la mia Chloe dobbiamo un cambio radicale delle nostre vite. Quando ci siamo incontrati per la prima volta lei, un pastore tedesco di sei anni alla sua terza vita (le prime due trascorse subendo inenarrabili brutalità), il meglio che faceva era un forsennato andirivieni nel giardino di casa. Abbaiando fino a perdere la voce. Anche alle mosche.
Quando ho incontrato Luigi mi ha sottoposto un questionario in cui mi chiedeva cosa sperassi dal nostro incontro, ho risposto “trovare il modo per rendere felice il mio cane”. Abbiamo iniziato il nostro percorso con un avvertimento più realista del re: avremmo provato a rallentare le corse di Chloe, mi ha detto, ma senza nessuna certezza che quell’abbaiare senza requie, il vai e vieni sintomatici di un malessere antico e stereotipato, sarebbero stati superabili.
Ma Chloe – pare che i cani siano disposti a dare agli umani una chance in più di quelle che gli umani danno ai propri simili – ha stupito entrambi. Luigi ci ha insegnato a giocare. Ci ha suggerito lunghe passeggiate nei boschi. Ci ha inoculato piccole dritte illuminanti. Ci ha svelato segreti preziosi, rigorosamente corroborati da basi scientifiche, senza mai darsi l’aria del predicatore che consegna verità rivelate, con la semplicità di chi condivide la propria esperienza e ha il piacere di farlo.
Mi viene assai da sorridere pensando a quelle prime volte nelle passeggiate comunitarie in cui io tenevo il guinzaglio legato a tripla mandata al mio polso per timore panico di zuffe fra Chloe e gli altri cani e Luigi, sorridendo, mi ha sfilato il guinzaglio animandolo con la grazia di incantatore di serpenti e la malia di un pifferaio magico. Fa niente se mi sono sentita un’incommensurabile cretina. È l’ennesima lezione che ha attecchito dentro di me, e l’ho fatta mia replicandola (certamente con meno grazia).
Insomma. Un anno di giochi, lunghe, quotidiane passeggiate nel bosco (cascasse il mondo, sotto il sole, la pioggia, neve, vento, anche col pancione grosso così), un anno di complicità e di pratiche dopo, Chloe non solo ha smesso di abbaiare e correre dietro alle sue ossessioni: mi ha regalato la sua fiducia e io la mia gratitudine a lei. Il suo cuore ha smesso di essere un groviglio inintelleggibile per me. Abbiamo cominciato a capirci e non abbiamo intenzione di smettere. La vita di entrambe si è dilatata in ogni senso possibile e siamo infinitamente grate al maestro che ci ha guidato alla scoperta di territori mai esplorati prima, testa e cuore.
Grazie Luigi.
Sonia e Chloe

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